Non mi fido dei programmi alla tv, i quali pubblicizzano il nucleare senza alcun dato scientifico o rapporto serio, e nemmeno di coloro che affermano che le rinnovabili sono il futuro. Penso che ragionare con la propria testa confrontando sia l'una che l'altra possibilità sia la cosa migliore. Fra poco ci sarà il referendum sul nucleare, quindi questo è un tema importante da trattare, ma anche molto complesso.
Quando parliamo di energie, parliamo di ciò che ci alimenta, parliamo di quel fenomeno che ci permette di accendere la luce, la tv, la radio, il pc ecc. Quindi parliamo soprattutto di CONSUMO. Il consumo di energia attualmente è elevato, è superiore al nostro fabbisogno, ma perché? Perché sprechiamo troppo. Non siamo educati al consumo. Vi porto un esempio del Buon uso energetico: in Germania sulle strade di notte i lampioni si accendono soltanto al passaggio di un auto. il che vuol dire: risparmio energetico senza danneggiare nessuno. Qui in Italia i lampioni (per risparmiare energia) vengono spenti TUTTI ad un orario, con o senza il passaggio di auto. In Germania c'è efficienza e ottimo consumo. In Italia la parola efficienza è bandita dal vocabolario, e pessimo uso di energia.
Prima di parlare di cosa consumare(energie rinnovabile/nucleare) si dovrebbe parlare di COME consumare.
EDUCARE AL CONSUMO. Consumo sostenibile. E' nota a tutti la situazione ambientale/climatica del pianeta, quindi nucleare o rinnovabili non è che possiamo con questo ritmo consumistico.
Dopo aver educato al consumo allora possiamo parlare di nucleare.
Bene partiamo dal vantaggio del nucleare: riguarda la produzione, esso ha un surplus energetico molto elevato. ma a quale costo?
I costi di costruzione di una centrale nucleare sono notoriamente superiori che in una qualsiasi altra centrale a causa della necessità di garantire gli stessi standard di sicurezza di una centrale termoelettrica. Secondo alcuni studi, una centrale nucleare può produrre energia a costi simili alle altre fonti energetiche. Questi lavori traggono le loro conclusioni tralasciando di contabilizzare alcuni costi rilevanti poiché riuslterebbero ancora privi di una quantificazione monetaria certa, fra tali costi si ricordano, ad esempio, i seguenti:
- danni alla salute degli esseri viventi nelle aree di influenza delle installazioni;
- danni di lungo periodo all'ambiente circostante o interagente con il sito;
- costi di stoccaggio delle scorie radioattive;
- premi a copertura di danni causati da incidenti ed eventi disastrosi;
- premi di rischio per ritardo nell'entrata in esercizio
- è improbabile che i costi di costruzione siano recuperati con l'attività dell'impianto, considerata la sua durata e il guadagno attesi
- il costo delle altre fonti di energia dovrebbe salire in modo non realistico affinché il nucleare diventi competitivo
- l'impianto raramente funziona a pieno regime, solitamente è sfruttato soltanto in parte (il 58%) dal momento che alcuni impianti periodicamente devono essere fermati per controlli di sicurezza. Aumentare questa percentuale ci esporrebbe inevitabilmente ad un rischio
- l'energia nucleare sarebbe un investimento proficuo solo negli scenari più ottimisti
- le centrali nucleari richiedono un investimento significativamente più consistente delle altre;
- negli stati occidentali i tempi di costruzione subiscono lunghe ed imprevedibili dilatazioni nei tempi dovute a proteste popolari e problemi di progetto;
- oltre ai frequenti maggiori costi derivanti dai ritardi nell'entrata in esercizio, ha valutato gli oneri finanziari in partenza superiori per le centrali nucleari rispetto alle altre, in quanto scontano i maggiori rischi con saggi di interesse più alti a favore degli investitori (interessi sui capitali prestati valutati al 10% per il nucleare contro il 7,8% per gas e carbone ed intero costo dell'impianto finanziato senza costi propri)
Gli attuali reattori di III Generazione (AP1000 Westinghouse, EPR Areva) hanno un tempo di costruzione di circa 50 mesi. Ma va tenuto conto che prima della costruzione è necessario acquisire alcune autorizzazioni sia per il sito sia per la costruzione e la messa in funzione esercizio dell'impianto.
Il nuovo programma nucleare italiano avviato con l'approvazione della legge 99 del 23 luglio 2009 riguardante "disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e con relativo decreto attuativo dell'art. 25 della medesima legge approvato nel 2010, prevede la messa in rete della centrale nucleare di III generazione all'orizzonte del 2020!!!!! inoltre quanto costa una centrale di III generazione?
Il costo medio attuale di una centrale nucleare è di circa 2500-3000 euro/kw elettrico installato, ovvero il costo in conto capitale di una centrale da 1000 MWe elettrico è di circa 3 miliardi di euro. il costo dell'EPR da 1600 MW (il reattore europeo di III generazione fornito dalla franco-tedesca Areva) viene valutato attualmente, nei paesi occidentali, da 4 a 4,5 miliardi di euro.
Abbiamo detto all'inizio che come minimo sono necessarie una 50ina di centrali per soddisfare il fabbisogno nazionale, 50 per 4,5 mld di euro fanno 225 MILIARDI di euro... NON MALE.
E per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti? attualmente sono spediti in AFRICA! e l'italia è il porto da cui partano i rifiuti tossici delle centrali europee. Facciamo un ragionamento semplice: li mandiamo in africa, laddove provengono molti prodotti alimentari quali la frutta, ma soprattutto la forza lavoro. Inquiniamo il continente da cui preleviamo energie, fossili, forza lavoro, e prodotti alimentari.
Bene dopo aver fatto un'analisi scientifica del nucleare ora analizziamo la complessità della questione in italia.
Punto primo: l'italia è un territorio prevalentemente SISMICO, per quanto possano essere sicure le centrali, la forza della natura sarà sempre più devastante (vedi Fukushima).
Punto secondo: dove le mettiamo le centrali nucleari? le persone che vogliono il nucleare non lo vogliano vicino casa, sfido chiunque ad accettare una centrale vicino casa. Non abbiamo territori abbastanza grandi e isolati come gli U.S.A. dove costruire le centrali.
Punto terzo: il rischio che gli appalti vengono vinti dalla mafia è troppo elevato. Sappiamo tutti che loro hanno in mano il settore edilizio. Sinceramente farsi fare una centrale nucleare da aziende mafiose mi suscita molti dubbi sulla loro sicurezza (vedi l'Aquila).
Punto quarto: i tempi di costruzione e messa in funzione sono TROPPO lunghi.
Punto quinto: i costi di costruzione sono TROPPO elevati.
Concludo questo post augurandomi che il 12 e il 13 giugno andiate a votare, sia per il si che per il no. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, è uno strumento che prova che la sovranità appartiene al popolo il quale la esercita nei modi previsti dalla costituzione (art.1).
Mi sono trasferito da poco a Pisa, nella casa dello studente, l'edificio è nuovo ed efficiente, antisismico ma soprattutto va ad energia SOLARE, sul tetto ci sono installati impianti fotovoltaici, tra l'altro ho saputo che il nostro edificio produce più di quanto consuma. Fate le vostre conclusioni, INFORMATEVI, non lasciatevi ingannare dal qualunquismo e "dal sentito dire che....".