venerdì 20 maggio 2011

Energie: Nucleare.

Premetto che non sono un fisico, ma con internet a disposizione basta fare qualche ricerca su alcuni siti di statistica, di rapporti energetici per poter capire se conviene o meno il nucleare
Non mi fido dei programmi alla tv, i quali pubblicizzano il nucleare senza alcun dato scientifico o rapporto serio, e nemmeno di coloro che affermano che le rinnovabili sono il futuro. Penso che ragionare con la propria testa confrontando sia l'una che l'altra possibilità sia la cosa migliore. Fra poco ci sarà il referendum sul nucleare, quindi questo è un tema importante da trattare, ma anche molto complesso.
Quando parliamo di energie, parliamo di ciò che ci alimenta, parliamo di quel fenomeno che ci permette di accendere la luce, la tv, la radio, il pc ecc. Quindi parliamo soprattutto di CONSUMO. Il consumo di energia attualmente è elevato, è superiore al nostro fabbisogno, ma perché? Perché sprechiamo troppo. Non siamo educati al consumo. Vi porto un esempio del Buon uso energetico: in Germania sulle strade di notte i lampioni si accendono soltanto al passaggio di un auto. il che vuol dire: risparmio energetico senza danneggiare nessuno. Qui in Italia i lampioni (per risparmiare energia) vengono spenti TUTTI ad un orario, con o senza il passaggio di auto. In Germania c'è efficienza e ottimo consumo. In Italia la parola efficienza è bandita dal vocabolario, e pessimo uso di energia.
Prima di parlare di cosa consumare(energie rinnovabile/nucleare) si dovrebbe parlare di COME consumare.
EDUCARE AL CONSUMO. Consumo sostenibile. E' nota a tutti la situazione ambientale/climatica del pianeta, quindi nucleare o rinnovabili non è che possiamo con questo ritmo consumistico.
Dopo aver educato al consumo allora possiamo parlare di nucleare.
Bene partiamo dal vantaggio del nucleare: riguarda la produzione, esso ha un surplus energetico molto elevato. ma a quale costo?
I costi di costruzione di una centrale nucleare sono notoriamente superiori che in una qualsiasi altra centrale a causa della necessità di garantire gli stessi standard di sicurezza di una centrale termoelettrica. Secondo alcuni studi, una centrale nucleare può produrre energia a costi simili alle altre fonti energetiche. Questi lavori traggono le loro conclusioni tralasciando di contabilizzare alcuni costi rilevanti poiché riuslterebbero ancora privi di una quantificazione monetaria certa, fra tali costi si ricordano, ad esempio, i seguenti:

  • danni alla salute degli esseri viventi nelle aree di influenza delle installazioni;
  • danni di lungo periodo all'ambiente circostante o interagente con il sito;
  • costi di stoccaggio delle scorie radioattive;
  • premi a copertura di danni causati da incidenti ed eventi disastrosi;
  • premi di rischio per ritardo nell'entrata in esercizio
Alcuni lavori concordano nell'affermare quanto segue:

  • è improbabile che i costi di costruzione siano recuperati con l'attività dell'impianto, considerata la sua durata e il guadagno attesi
  • il costo delle altre fonti di energia dovrebbe salire in modo non realistico affinché il nucleare diventi competitivo
  • l'impianto raramente funziona a pieno regime, solitamente è sfruttato soltanto in parte (il 58%) dal momento che alcuni impianti periodicamente devono essere fermati per controlli di sicurezza. Aumentare questa percentuale ci esporrebbe inevitabilmente ad un rischio
  • l'energia nucleare sarebbe un investimento proficuo solo negli scenari più ottimisti
uno studio del Massachusetts Institute of Technology mette in evidenza le principali differenze tra i costi di generazione delle centrali nucleari e di quelle a gas e carbone:

  • le centrali nucleari richiedono un investimento significativamente più consistente delle altre;
  • negli stati occidentali i tempi di costruzione subiscono lunghe ed imprevedibili dilatazioni nei tempi dovute a proteste popolari e problemi di progetto;
  • oltre ai frequenti maggiori costi derivanti dai ritardi nell'entrata in esercizio, ha valutato gli oneri finanziari in partenza superiori per le centrali nucleari rispetto alle altre, in quanto scontano i maggiori rischi con saggi di interesse più alti a favore degli investitori (interessi sui capitali prestati valutati al 10% per il nucleare contro il 7,8% per gas e carbone ed intero costo dell'impianto finanziato senza costi propri)
Sorvolando sulla questione dell'uranio presente sul pianeta (se disponibile o no), ci sono altre due questioni da affrontare: i tempi di costruzione di una centrale e dove smaltire l'uranio utilizzato?
Gli attuali reattori di III Generazione (AP1000 Westinghouse, EPR Areva) hanno un tempo di costruzione di circa 50 mesi. Ma va tenuto conto che prima della costruzione è necessario acquisire alcune autorizzazioni sia per il sito sia per la costruzione e la messa in funzione esercizio dell'impianto.
Il nuovo programma nucleare italiano avviato con l'approvazione della legge 99 del 23 luglio 2009 riguardante "disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e con relativo decreto attuativo dell'art. 25 della medesima legge approvato nel 2010, prevede la messa in rete della centrale nucleare di III generazione all'orizzonte del 2020!!!!! inoltre quanto costa una centrale di III generazione?
Il costo medio attuale di una centrale nucleare è di circa 2500-3000 euro/kw elettrico installato, ovvero il costo in conto capitale di una centrale da 1000 MWe elettrico è di circa 3 miliardi di euro. il costo dell'EPR da 1600 MW (il reattore europeo di III generazione fornito dalla franco-tedesca Areva) viene valutato attualmente, nei paesi occidentali,  da 4 a 4,5 miliardi di euro.
Abbiamo detto all'inizio che come minimo sono necessarie una 50ina di centrali per soddisfare il fabbisogno nazionale, 50 per 4,5 mld di euro fanno 225 MILIARDI di euro... NON MALE.
E per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti?  attualmente sono spediti in AFRICA! e l'italia è il porto da cui partano i rifiuti tossici delle centrali europee. Facciamo un ragionamento semplice: li mandiamo in africa, laddove provengono molti prodotti alimentari quali la frutta, ma soprattutto la forza lavoro. Inquiniamo il continente da cui preleviamo energie, fossili, forza lavoro, e prodotti alimentari.

Bene dopo aver fatto un'analisi scientifica del nucleare ora analizziamo la complessità della questione in italia.
Punto primo: l'italia è un territorio prevalentemente SISMICO, per quanto possano essere sicure le centrali, la forza della natura sarà sempre più devastante (vedi Fukushima).
Punto secondo: dove le mettiamo le centrali nucleari? le persone che vogliono il nucleare non lo vogliano vicino casa, sfido chiunque ad accettare una centrale vicino casa. Non abbiamo territori abbastanza grandi e isolati come gli U.S.A. dove costruire le centrali.
Punto terzo: il rischio che gli appalti vengono vinti dalla mafia è troppo elevato. Sappiamo tutti che loro hanno in mano il settore edilizio. Sinceramente farsi fare una centrale nucleare da aziende mafiose mi suscita molti dubbi sulla loro sicurezza (vedi l'Aquila).
Punto quarto: i tempi di costruzione e messa in funzione sono TROPPO lunghi.
Punto quinto: i costi di costruzione sono TROPPO elevati.

Concludo questo post augurandomi che il 12 e il 13 giugno andiate a votare, sia per il si che per il no. Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, è uno strumento che prova che la sovranità appartiene al popolo il quale la esercita nei modi previsti dalla costituzione (art.1).
Mi sono trasferito da poco a Pisa, nella casa dello studente, l'edificio è nuovo ed efficiente, antisismico ma soprattutto va ad energia SOLARE, sul tetto ci sono  installati impianti fotovoltaici, tra l'altro ho saputo che il nostro edificio produce più di quanto consuma. Fate le vostre conclusioni, INFORMATEVI, non lasciatevi ingannare dal qualunquismo e "dal sentito dire che....".  








sabato 7 maggio 2011

Un controllore razzista

Avevo promesso che il prossimo post sarebbe stato sulle energie, dato che fra qualche settimana ci sarà il referendum sul nucleare, ma ho sentito il dovere di trattare un argomento molto delicato in Italia: il razzismo.
Razzismo è una parola forte, troppo per essere pronunciata da noi Italiani "pacifici". E' una parola che fa scattare automaticamente l'immagine dell'olocausto, dello sterminio della razza, ma anche l'immagine degli afro-americani che vengono discriminati negli stati uniti. Dunque chi è che si assume la responsabilità di pronunciare questa parola? accollarsi tale etichetta: essere razzisti ? nessuno, oppure i più fanatici. Oggi infatti assistiamo ad un nuovo fenomeno del razzismo, ovvero: quante volte avete sentito dire "io nn sono razzista ma mi fanno diventare", quante volte avete sentito dire oppure avete detto voi stessi "ma perche non se ne tornano a casa"? io personalmente, tante volte, anzi vi dirò di più, quando non sapevo ed ero ignorante in materia lo dicevo anche io.
I problemi sono 3: ignoranza generale, superficialità, manipolazione.
Quando parlo di ignoranza generale non mi riferisco a quanto è alto il livello di studio e istruzione del popolo, ma quanto il popolo è informato su una situazione o fenomeno particolare. Esso è strettamente collegato alla manipolazione, in quanto una persona ignorante è più facilmente manipolabile rispetto ad una persona che conosce bene la questione.
Noi non siamo informati, non conosciamo la situazione nella sua complessità, ma la conosciamo apparentemente e superficialmente. Per questo noi rispondiamo con Superficialità.
Eppure noi italiani siamo stati uno dei primi popoli a emigrare.  Dovremmo conoscere bene il meccanismo, cosa si prova quando si arriva in un altro paese, quanto è facile cadere nella criminalità. Nonostante ciò nessuno si ricorda, nessuno ha la voglia di vedere com'è realmente la situazione. I media, sono a loro che crediamo, sono la nostra fonte d'informazione principale, e ciò che dicono è bibbia per noi. Questo potente mezzo è utilizzato dalla politica molto bene. Per loro è lo strumento di manipolazione di massa. Lo strumento con cui diffondono la cultura del razzismo, anzi del neo-razzismo. Poi ci sono i partiti come la lega, che non hanno bisogno di commento. Dopo di che ci sono le mafie, che arruolano questi immigrati per mandarli sulle spiagge, per spacciare, per tenere la prostituzione. Gli offrono una possibilità, è l'unica che hanno, dato che le istituzioni in italia sono assenti, le associazioni fanno quel che possano ma combattere contro il "sistema" è come andare controvento. Infine ci siamo noi, l'ago della bilancia. L'opinione pubblica, il POPOLO che dopo tutto questo impasto, deve decidere da che parte stare. Se combattere per i loro diritti o piegarsi al sistema ovvero accomodarsi sulla poltrona e commentare "io li rimanderei tutti a casa". Se stare in silenzio o agire. Il popolo però deve stare attento al tranello: loro sono esseri umani come noi, combattendo per i loro diritti equivale a combattere anche per i NOSTRI diritti! Oggi sono loro il capro espiatorio domani puoi esserlo tu.
Perché il titolo di questo post è "un controllore razzista" ? Perché l'altro giorno ero sul treno per andare a pisa all'università, stavo ascoltando la radio per distrarmi da l'ennesimo ritardo del treno. Ad un certo punto sento il controllore urlare " dammi il biglietto!!!, se non ce l'hai scendi MERDA!", e poi ancora " Siete tutti delle merde! avete rotto i coglioni! scendi!", quando siamo ripartiti vidi che era un ragazzo di colore. Arrivati a destinazione mi sono sentito una merda, perché ho lasciato che il controllore trattasse come un'animale un ragazzo, che doveva andare a lavoro, soltanto  perché non aveva timbrato il biglietto. A mensa mi sono confrontato con i miei compagni e sentii altre storie del genere. Poi le ho raccontate anche ai miei amici di qua e anche loro ne hanno raccontate alcune. Bene, in quel momento, quando ero sul treno, io ho avuto un comportamento superficiale e razzista in quanto non ho agito. Il silenzio e l'indifferenza è la risposta più semplice, ma non è quella giusta. Se permettiamo che accadono queste cose, alla fine diventerà normale. Il razzismo sarà una cosa standard. Come ho detto prima, oggi tocca a loro essere discriminati, domani può toccare a te, a me, a qualcuno dei tuoi amici o parenti. Se vogliamo che ciò non accada, non dobbiamo rimanere in silenzio, perché non è una cosa normale! il razzismo è un'anomalia! è un virus che viene utilizzato e strumentalizzato per manipolare il popolo! per combatterlo basta essere un po sensibili e parlarne.
Concludo augurandomi di non rivedere episodi del genere, anche perché se un controllore può permettersi di infamarti se non hai il biglietto, allo stesso modo tu puoi infamarlo se il treno è in ritardo e hai il biglietto! ma questo non è essere civili!

sabato 23 aprile 2011

che cos'è la politica?

Oggi in Italia ci troviamo difronte ad un problema serio e pericoloso: l'ignoranza politica. L'italiano medio, soprattutto i più giovani, sono distaccati, allontanati, quasi impauriti della parola POLITICA. Politica significa fare qualcosa per la nostra città, il nostro luogo, ESSERE CITTADINI, esercitare i propri DIRITTI. I nostri Governanti ,destra e sinistra e centro, ci hanno allontanato, forse inconsciamente, con i loro "tentativi" di cambiare questo paese, il NOSTRO PAESE, la NOSTRA NAZIONE, il NOSTRO STATO.
Io non starò certo ad elencarvi i problemi che ha l'Italia, sarebbe improduttivo e comunque li sappiamo tutti quali sono, il dilemma è come affrontare le questioni?
Bene una cosa che non hanno capito, o non hanno voluto capire, o non hanno voluto proprio, i nostri Rappresentanti è come affrontare i problemi dell'Italia. Purtroppo, quasi sempre si è mirato alla superficie del "virus" e mai alla radice, perché? Perché puntare alla superficie ci da un risultato a breve termine, quindi voti, consenso, ma non è duraturo, è soltanto APPARENTEMENTE e TEMPORANEAMENTE risolto. Mentre puntare alla radice richiede un lavoro profondo, ed il risultato è a lungo termine, a volte richiede dei sacrifici, ma il risultato è SICURAMENTE duraturo. Per farvi capire meglio è come quando si ha il mal di denti: nel primo caso prendiamo un aulin o un antidolorifico, senza pensare minimamente ad andare dal dentista, soffrire e spendere soldi. Il risultato è che abbiamo cessato il dolore lievemente e TEMPORANEAMENTE, anzi il nostro fegato prima o poi ne risentirà dopo tutti gli antidolorifici, il dolore tornerà e saremo di nuovo punto e a capo. Nel secondo caso ci rechiamo dal dentista, è una maledetta carie, prezzo della "ripulitura" 70/80€, più il dolore dell'operazione, il risultato è assicurato, ma per una settimana si deve mangiare piano, e per un mese niente pizza con gli amici, cosa fareste voi? in economia si dice che ci troviamo davanti ad un "trade-off", una scelta, e dobbiamo valutare il nostro costo-opportunità, ovvero a cosa rinunciamo. Bene dopo questo inciso, torniamo al problema di prima; nel caso della politica qual'è la radice? qual'è la carie? il dente malato? e qual'è la scelta giusta? l'aulin, o l'operazione costosa e dolorosa?  Mazzini 150 anni fa circa, quando fondava la Giovine Italia per unire tanti piccoli staterelli, granducati, e regni in un unica sola grande nazione,disse che doveva essere il popolo a volerlo. Con questa affermazione voleva far intendere che se si doveva fare l'Italia allora  l'incipit doveva venire dal popolo. Quello che voglio dirvi è che il primo problema dell'italia oggi siamo noi. Il popolo non è più popolo, il popolo è diventato un telespettatore che vota con il tele-voto, guarda reality, programmi scadenti, partite su partite. Esso ha smesso di fare politica, anzi fa anti-politica. Noi Italiani ci siamo messi sulla poltrona preparata da chi ci governa, abbiamo acceso il programma che ci hanno preparato solo ed esclusivamente per noi, ed abbiamo smesso di essere un popolo. Attenzione non voglio dare la colpa a noi se l'italia va male, la colpa non è SOLO nostra! ma sicuramente abbiamo contribuito INCONSCIAMENTE a renderla così com'è oggi! Il politico, quello vero, lo "statista", prima di fare riforme, prima di fare leggi costituzionali, prima di fare decreti-legge, deve cominciare a pensare che "fatta l'italia dobbiamo fare gli italiani" (cit.Massimo d'Azeglio). E come si fanno gli italiani? penso che un elaborata, lunga e intensa rivoluzione culturale, un processo che vada a puntare sul nazionalismo romantico dei moti del '20, dell'idea di nazione-popolo, possa  far fare all'Italia e agli Italiani un gran bel salto di qualità. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi, ci vuole tempo, ma non ho detto che sarebbe stato facile, è l'operazione costosa, e dolorosa. Con una rivoluzione culturale, con ideali come la Solidarietà, l'essere Cittadini, e anche l'arte quale strumento fondamentale di dignità sociale e umana, si possono risolvere problemi e questioni storiche, come la mafia, il razzismo, emancipazione della donna. La cultura di uno Stato è  la sua coscienza, la sua storia, la sua mente. Recentemente il ministro Tremonti ha detto che con la cultura non si mangia, beh! mi scusi ministro, ma evidentemente non si è accorto che l'italia vive grazie alle sue opere Culturali: Colosseo, Uffizzi, Torre di Pisa (da 9 anni con il bilancio in positivo), Pompei, i vari templi nel sud, le chiese, i musei.
Bene, allora che cos'è la politica?.... lo strumento necessario che hanno tutti i cittadini LIBERI, in una democrazia... vogliamo un'italia diversa? allora cominciamo a fare politica!
P.S. in questo post ho criticato il mondo politico e il popolo italiano in generale, ma non è riferita a tutti! Conosco assessori, funzionari comunali, amici e parenti che condividono questi ideali e ogni giorno si battono per un Italia nuova.

venerdì 22 aprile 2011

Perché un blog?

Perché è uno strumento di diffusione di idee ed opinioni in rete. 
Perché il limite di lettere di facebook non mi soddisfaceva. 
Perché lo leggerà solo chi è interessato a ciò che dico, così da non annoiare nessuno.
Perché non voglio parlare di me, ma di ciò che accade nel mondo, di affrontare argomenti quali appunto la politica, l'economia, lo sport, e a volte anche di semplice vita quotidiana. 
Cercherò di essere obbiettivo e il più superpartes possibile in ogni argomento affrontato, bene.. questo è il mio primo post.