Oggi in Italia ci troviamo difronte ad un problema serio e pericoloso: l'ignoranza politica. L'italiano medio, soprattutto i più giovani, sono distaccati, allontanati, quasi impauriti della parola POLITICA. Politica significa fare qualcosa per la nostra città, il nostro luogo, ESSERE CITTADINI, esercitare i propri DIRITTI. I nostri Governanti ,destra e sinistra e centro, ci hanno allontanato, forse inconsciamente, con i loro "tentativi" di cambiare questo paese, il NOSTRO PAESE, la NOSTRA NAZIONE, il NOSTRO STATO.
Io non starò certo ad elencarvi i problemi che ha l'Italia, sarebbe improduttivo e comunque li sappiamo tutti quali sono, il dilemma è come affrontare le questioni?
Bene una cosa che non hanno capito, o non hanno voluto capire, o non hanno voluto proprio, i nostri Rappresentanti è come affrontare i problemi dell'Italia. Purtroppo, quasi sempre si è mirato alla superficie del "virus" e mai alla radice, perché? Perché puntare alla superficie ci da un risultato a breve termine, quindi voti, consenso, ma non è duraturo, è soltanto APPARENTEMENTE e TEMPORANEAMENTE risolto. Mentre puntare alla radice richiede un lavoro profondo, ed il risultato è a lungo termine, a volte richiede dei sacrifici, ma il risultato è SICURAMENTE duraturo. Per farvi capire meglio è come quando si ha il mal di denti: nel primo caso prendiamo un aulin o un antidolorifico, senza pensare minimamente ad andare dal dentista, soffrire e spendere soldi. Il risultato è che abbiamo cessato il dolore lievemente e TEMPORANEAMENTE, anzi il nostro fegato prima o poi ne risentirà dopo tutti gli antidolorifici, il dolore tornerà e saremo di nuovo punto e a capo. Nel secondo caso ci rechiamo dal dentista, è una maledetta carie, prezzo della "ripulitura" 70/80€, più il dolore dell'operazione, il risultato è assicurato, ma per una settimana si deve mangiare piano, e per un mese niente pizza con gli amici, cosa fareste voi? in economia si dice che ci troviamo davanti ad un "trade-off", una scelta, e dobbiamo valutare il nostro costo-opportunità, ovvero a cosa rinunciamo. Bene dopo questo inciso, torniamo al problema di prima; nel caso della politica qual'è la radice? qual'è la carie? il dente malato? e qual'è la scelta giusta? l'aulin, o l'operazione costosa e dolorosa? Mazzini 150 anni fa circa, quando fondava la Giovine Italia per unire tanti piccoli staterelli, granducati, e regni in un unica sola grande nazione,disse che doveva essere il popolo a volerlo. Con questa affermazione voleva far intendere che se si doveva fare l'Italia allora l'incipit doveva venire dal popolo. Quello che voglio dirvi è che il primo problema dell'italia oggi siamo noi. Il popolo non è più popolo, il popolo è diventato un telespettatore che vota con il tele-voto, guarda reality, programmi scadenti, partite su partite. Esso ha smesso di fare politica, anzi fa anti-politica. Noi Italiani ci siamo messi sulla poltrona preparata da chi ci governa, abbiamo acceso il programma che ci hanno preparato solo ed esclusivamente per noi, ed abbiamo smesso di essere un popolo. Attenzione non voglio dare la colpa a noi se l'italia va male, la colpa non è SOLO nostra! ma sicuramente abbiamo contribuito INCONSCIAMENTE a renderla così com'è oggi! Il politico, quello vero, lo "statista", prima di fare riforme, prima di fare leggi costituzionali, prima di fare decreti-legge, deve cominciare a pensare che "fatta l'italia dobbiamo fare gli italiani" (cit.Massimo d'Azeglio). E come si fanno gli italiani? penso che un elaborata, lunga e intensa rivoluzione culturale, un processo che vada a puntare sul nazionalismo romantico dei moti del '20, dell'idea di nazione-popolo, possa far fare all'Italia e agli Italiani un gran bel salto di qualità. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi, ci vuole tempo, ma non ho detto che sarebbe stato facile, è l'operazione costosa, e dolorosa. Con una rivoluzione culturale, con ideali come la Solidarietà, l'essere Cittadini, e anche l'arte quale strumento fondamentale di dignità sociale e umana, si possono risolvere problemi e questioni storiche, come la mafia, il razzismo, emancipazione della donna. La cultura di uno Stato è la sua coscienza, la sua storia, la sua mente. Recentemente il ministro Tremonti ha detto che con la cultura non si mangia, beh! mi scusi ministro, ma evidentemente non si è accorto che l'italia vive grazie alle sue opere Culturali: Colosseo, Uffizzi, Torre di Pisa (da 9 anni con il bilancio in positivo), Pompei, i vari templi nel sud, le chiese, i musei.
Bene, allora che cos'è la politica?.... lo strumento necessario che hanno tutti i cittadini LIBERI, in una democrazia... vogliamo un'italia diversa? allora cominciamo a fare politica!
P.S. in questo post ho criticato il mondo politico e il popolo italiano in generale, ma non è riferita a tutti! Conosco assessori, funzionari comunali, amici e parenti che condividono questi ideali e ogni giorno si battono per un Italia nuova.
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