Avevo promesso che il prossimo post sarebbe stato sulle energie, dato che fra qualche settimana ci sarà il referendum sul nucleare, ma ho sentito il dovere di trattare un argomento molto delicato in Italia: il razzismo.
Razzismo è una parola forte, troppo per essere pronunciata da noi Italiani "pacifici". E' una parola che fa scattare automaticamente l'immagine dell'olocausto, dello sterminio della razza, ma anche l'immagine degli afro-americani che vengono discriminati negli stati uniti. Dunque chi è che si assume la responsabilità di pronunciare questa parola? accollarsi tale etichetta: essere razzisti ? nessuno, oppure i più fanatici. Oggi infatti assistiamo ad un nuovo fenomeno del razzismo, ovvero: quante volte avete sentito dire "io nn sono razzista ma mi fanno diventare", quante volte avete sentito dire oppure avete detto voi stessi "ma perche non se ne tornano a casa"? io personalmente, tante volte, anzi vi dirò di più, quando non sapevo ed ero ignorante in materia lo dicevo anche io.
I problemi sono 3: ignoranza generale, superficialità, manipolazione.
Quando parlo di ignoranza generale non mi riferisco a quanto è alto il livello di studio e istruzione del popolo, ma quanto il popolo è informato su una situazione o fenomeno particolare. Esso è strettamente collegato alla manipolazione, in quanto una persona ignorante è più facilmente manipolabile rispetto ad una persona che conosce bene la questione.
Noi non siamo informati, non conosciamo la situazione nella sua complessità, ma la conosciamo apparentemente e superficialmente. Per questo noi rispondiamo con Superficialità.
Eppure noi italiani siamo stati uno dei primi popoli a emigrare. Dovremmo conoscere bene il meccanismo, cosa si prova quando si arriva in un altro paese, quanto è facile cadere nella criminalità. Nonostante ciò nessuno si ricorda, nessuno ha la voglia di vedere com'è realmente la situazione. I media, sono a loro che crediamo, sono la nostra fonte d'informazione principale, e ciò che dicono è bibbia per noi. Questo potente mezzo è utilizzato dalla politica molto bene. Per loro è lo strumento di manipolazione di massa. Lo strumento con cui diffondono la cultura del razzismo, anzi del neo-razzismo. Poi ci sono i partiti come la lega, che non hanno bisogno di commento. Dopo di che ci sono le mafie, che arruolano questi immigrati per mandarli sulle spiagge, per spacciare, per tenere la prostituzione. Gli offrono una possibilità, è l'unica che hanno, dato che le istituzioni in italia sono assenti, le associazioni fanno quel che possano ma combattere contro il "sistema" è come andare controvento. Infine ci siamo noi, l'ago della bilancia. L'opinione pubblica, il POPOLO che dopo tutto questo impasto, deve decidere da che parte stare. Se combattere per i loro diritti o piegarsi al sistema ovvero accomodarsi sulla poltrona e commentare "io li rimanderei tutti a casa". Se stare in silenzio o agire. Il popolo però deve stare attento al tranello: loro sono esseri umani come noi, combattendo per i loro diritti equivale a combattere anche per i NOSTRI diritti! Oggi sono loro il capro espiatorio domani puoi esserlo tu.
Perché il titolo di questo post è "un controllore razzista" ? Perché l'altro giorno ero sul treno per andare a pisa all'università, stavo ascoltando la radio per distrarmi da l'ennesimo ritardo del treno. Ad un certo punto sento il controllore urlare " dammi il biglietto!!!, se non ce l'hai scendi MERDA!", e poi ancora " Siete tutti delle merde! avete rotto i coglioni! scendi!", quando siamo ripartiti vidi che era un ragazzo di colore. Arrivati a destinazione mi sono sentito una merda, perché ho lasciato che il controllore trattasse come un'animale un ragazzo, che doveva andare a lavoro, soltanto perché non aveva timbrato il biglietto. A mensa mi sono confrontato con i miei compagni e sentii altre storie del genere. Poi le ho raccontate anche ai miei amici di qua e anche loro ne hanno raccontate alcune. Bene, in quel momento, quando ero sul treno, io ho avuto un comportamento superficiale e razzista in quanto non ho agito. Il silenzio e l'indifferenza è la risposta più semplice, ma non è quella giusta. Se permettiamo che accadono queste cose, alla fine diventerà normale. Il razzismo sarà una cosa standard. Come ho detto prima, oggi tocca a loro essere discriminati, domani può toccare a te, a me, a qualcuno dei tuoi amici o parenti. Se vogliamo che ciò non accada, non dobbiamo rimanere in silenzio, perché non è una cosa normale! il razzismo è un'anomalia! è un virus che viene utilizzato e strumentalizzato per manipolare il popolo! per combatterlo basta essere un po sensibili e parlarne.
Concludo augurandomi di non rivedere episodi del genere, anche perché se un controllore può permettersi di infamarti se non hai il biglietto, allo stesso modo tu puoi infamarlo se il treno è in ritardo e hai il biglietto! ma questo non è essere civili!
Bravo Franci! Articoli molto belli e impegnativi, ma trattati con vera passione e serietà..
RispondiEliminaAspetto il prossimo!